I lavoratori frontalieri

Blog, Svizzera
Tempo di lettura:

Buongiorno a tutti, oggi, come promesso, andiamo ad approfondire il tema dei lavoratori frontalieri.

Prima di tutto capiamo chi sono i frontalieri, si tratta di lavoratori che:

  • hanno domicilio in uno Stato UE/AELS;
  • hanno un impiego con un datore di lavoro in Svizzera (o anche un’attività indipendente);
  • rientrano almeno una volta alla settimana presso il proprio domicilio.

Il permesso di lavoro per frontalieri è il permesso G e vale per cinque anni a patto che ci sia un contratto di lavoro di durata indeterminata o superiore ad un anno. Se il contratto ha durata inferiore ad un anno, la validità del permesso sarà pari a quella del contratto.

I lavoratori sono tassati diversamente a seconda del paese in cui risiedono, vediamo nello specifico che cosa accade con i frontalieri che risiedono in Italia.

Sulla base della convenzione attualmente in vigore, i frontalieri italiani che risiedono all’interno della fascia di confine (entro 20 km dal confine) possono essere esonerati dal pagare imposte in Italia per i redditi percepiti in Svizzera (in particolare nei Cantoni Ticino, Vallese e Grigioni) e sono soggetti esclusivamente ad imposta alla fonte svizzera. Come compensazione i Cantoni versano dei ristorni ai Comuni italiani limitrofi.

I frontalieri italiani che invece risiedono oltre la fascia di confine sono soggetti ad imposta in Italia (nel calcolo delle imposte dovute verranno sottratte le imposte già pagate in Svizzera).

Ora, tale convenzione è stata oggetto negli anni di infinite discussioni (pensate che risale al 1974) e sembrava che nel 2015 ci fossero le premesse per arrivare ad un nuovo accordo. I tecnici di Italia e Svizzera nel dicembre del 2015 hanno infatti firmato un nuovo accordo sulla base del quale la tassazione dei frontalieri avrebbe dovuto subire della modifiche radicali (seppur con un’entrata in vigore progressiva) con una tassazione anche da parte dell’Italia sui redditi dei frontalieri ed uno stop al pagamento dei ristorni. Pare invece che al momento nessuno abbia piu’ interesse a ratificare l’accordo; l’Italia ha evidentemente altre priorità politiche al momento, alla Svizzera non sembra piu’ così conveniente e la Lombardia ed in particolare i Comuni di confine non accettano di buon grado di perdere risorse a favore del governo centrale. Quindi la domanda “Che fine farà l’accordo sui frontalieri?” resterà per un po’ ancora senza risposta.

Se siete interessati ad approfondire gli argomenti o necessitate una consulenza contattateci pure inviando una mail a info@teaconsulting.ch

Pubblicato da: Stefano Galvano, mercoledì 03 ottobre 2018

Condividi questo articolo, scegli la tua piattaforma!

T&A Consulting sagl

Assistenza in fase di start up, contabile e fiscale. Abbiamo l’obiettivo di assistere i Clienti in ogni fase della realizzazione delle loro scelte strategiche e operative.

Seguici

Questo sito Web utilizza i cookie per fornire una buona esperienza di navigazione

Tra questi rientrano i cookie essenziali, necessari per il funzionamento del sito, ed altri che vengono utilizzati solo a fini statistici anonimi, o per visualizzare contenuti personalizzati. Puoi decidere quali categorie vuoi consentire. Si prega di notare che, in base alle impostazioni, non tutte le funzioni del sito Web potrebbero essere disponibili.

Questo sito Web utilizza i cookie per fornire una buona esperienza di navigazione

Tra questi rientrano i cookie essenziali, necessari per il funzionamento del sito, ed altri che vengono utilizzati solo a fini statistici anonimi, o per visualizzare contenuti personalizzati. Puoi decidere quali categorie vuoi consentire. Si prega di notare che, in base alle impostazioni, non tutte le funzioni del sito Web potrebbero essere disponibili.

Le tue preferenze sui cookie sono state salvate.